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1.3.Il funzionamento interno del Progetto Debian

I grandi risultati prodotti dal progetto Debian sono dovuti contemporaneamente al lavoro svolto sull'infrastruttura dagli esperti sviluppatori di Debian, dal lavoro individuale o collettivo degli sviluppatori sui pacchetti Debian, e dalle opinioni degli utenti.

1.3.1.Gli Sviluppatori Debian

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http://www.debian.org/intro/organization
http://wiki.debian.org/Teams

Database degli sviluppatori

http://db.debian.org/
Le coordinate geografiche permettono la creazione di una mappa che visualizza la distribuzione degli sviluppatori in giro per il mondo. Debian è realmente un progetto internazionale: suoi sviluppatori possono essere trovati in tutti i continenti, anche se la maggior parte è posizionata nel "mondo Occidentale".

Figura1.1.Distribuzione a livello mondiale degli sviluppatori Debian

http://www.debian.org/doc/debian-policy/

Manutenzione dei pacchetti, il lavoro degli sviluppatori

La manutenzione di un pacchetto comporta, in primo luogo, l' "impacchettamento" del progrmma. In particolare, questo significa definire le modalità di installazione in modo tale che, una volta installato, questo programma funzioni correttamente rispettando tutte le regole imposte dal progetto Debian. Il risultato di questa operazione viene salvato in un file . L'effettiva installazione del programma non dovrà richiedere altro che l'estrazione dei file compressi e l'esecuzione di alcuni script pre-installazione o post-installazione in esso contenuti.
Dopo questa fase iniziale, comincia realmente il ciclo di manutenzione: preparazione degli aggiornamenti rispettando l'ultima versione della Debian Policy, correzione degli errori segnalati dagli utenti, e l'inclusione di eventuali nuove versioni "upstream" (lett. "a monte") che naturalmente continueranno ad essere sviluppate contemporaneamente. Ad esempio, al momento della creazione iniziale del pacchetto, il programma è alla versione 1.2.3. Dopo alcuni mesi di sviluppo, gli autori originali rilasciano una nuova versione stabile, numerata 1.4.0. A questo punto, il manutentore Debian dovrebbe aggiornare il pacchetto, in modo che tale gli utenti possano beneficiare dell'ultima versione stabile.
http://bugs.debian.org/debian-policy

Policy: procedura editoriale

Chiunque può proporre modifiche alla Policy di Debian semplicemente inserendo la segnalazione di un errore con livello di gravità "wishlist" relativo al pacchetto debian-policy . Il percorso che inizia è documentato nel file : se viene considerato un problema da risolvere tramite la creazione di una nuova regola nella Policy di Debian, inizia la relativa discussione nella mailing list fino a quando si raggiunge l'accordo per una proposta. Qualcuno elabora quindi la modifica decisa e la sottopone per l'approvazione (sotto forma di patch da revisionare). Appena altri due sviluppatori confermano che la modifica proposta riflette l'accordo raggiunto nella precedente discussione (la "appoggiano"), la proposta può essere inclusa nel documento ufficiale da uno dei manutentori del pacchetto debian-policy .Se il processo non supera uno di questi passaggi, i manutentori chiudono il bug, classificando la proposta come respinta.

La documentazione

La documentazione di ogni pacchetto è memorizzata nella directory . Questa directory spesso contiene un file nel quale sono descritte le modifiche specifiche per Debian apportate dal manutentore del pacchetto. E', quindi, consigliabile leggere questo file prima di ogni modifica alla configurazione del pacchetto al fine di beneficiare della sua esperienza. Troviamo anche il file che descrive le modifiche fatte da una versione all'altra dal manutentore Debian. Non deve essere confuso con il file (o simile), che descrive le modifiche apportate dagli sviluppatori originali. Il file include informazioni relative all'autore ed al tipo di licenza che copre il software. Infine, è anche possibile trovare un file chiamato , che è utilizzato dallo sviluppatore Debian per comunicare informazioni importanti sugli aggiornamenti; se viene utilizzato , questi messaggi vengono visualizzati automaticamente. Tutti gli altri file sono specifici di un dato software. In modo particolare vorremmo far notare la sottodirectory che spesso contiene esempi di file di configurazione.
Le Policy coprono molto bene gli aspetti tecnici della creazione di pacchetti. La dimensione del progetto solleva anche problemi organizzativi; questi vengono trattati dalla Costituzione Debian, che stabilisce la struttura ed i mezzi per il processo decisionale. In altre parole, un sistema formale di governance.
La costituzione definisce un certo numero di ruoli e posizioni, compreso le responsabilità e le autorizzazioni di ognuno. È particolarmente interessante notare che gli sviluppatori Debian dispongono sempre dell'autorità per la decisione finale, potendo votare le risoluzioni generali, in cui per apportare modifiche significative (come quelle che riguardano i documenti fondanti) è necessaria una maggioranza qualificata dei tre quarti (75%) dei voti. Tuttavia, gli sviluppatori annualmente eleggono il «leader» per rappresentarli nelle riunioni, e garantire il coordinamento interno tra i diversi team. Questa elezione è sempre preceduta da un periodo di intense discussioni. Il ruolo di questo leader non è definito formalmente da alcun documento: i candidati a questo ruolo di solito propongono la propria definizione della posizione. In pratica, i ruoli del leader comprendono quello di mantenere i rapporti con i media, il coordinamento «interno» fra i vari team, e l'assegnare un orientamento generale al progetto in cui gli sviluppatori possano riconoscersi: il punto di vista del DPL è implicitamente approvato dalla maggioranza dei membri del progetto.
In particolare, i leader hanno un potere reale: i loro voti risolvono le votazioni in pareggio, loro possono prendere ogni decisione che non sia già assegnata ad un'altra autorità e possono delegare parte delle proprie responsabilità.
Dalla sua nascita, il progetto è stato guidato nell'ordine da Ian Murdock, Bruce Perens, Ian Jackson, Wichert Akkerman, Ben Collins, Bdale Garbee, Martin Michlmayr, Branden Robinson, Anthony Towns, Sam Hocevar, Steve McIntyre, Stefano Zacchiroli e Lucas Nussbaum.
La costituzione definisce anche il "comitato tecnico". Il principale ruolo di questo comitato è quello di derimere dispute in materia tecnica quando gli sviluppatori interessati non hanno raggiunto un accordo tra di loro. Oltre a ciò, questo comitato svolge un ruolo consultivo per qualsiasi sviluppatore che non riesce a prendere una decisione di cui è responsabile. È importante notare che deve essere comunque interpellato da una delle parti in questione.
Infine, la costituzione definisce la posizione del "segretario del progetto", che si occupa dell'organizzazione delle votazioni relative alle varie elezioni e risoluzioni generali.
https://www.debian.org/devel/constitution.it.html

Flamewar, discussione che prende fuoco

Una "flamewar" è un dibattito estremamente appassionato, che si conclude spesso con persone che si attaccano a vicenda una volta che entrambe le parti esauriscono tutte le argomentazioni valide. Alcuni temi sono più frequentemente oggetto di polemiche rispetto ad altri (ad esempio la scelta dell'editor di testo, "Preferisci o ?", è una vecchia conoscenza). Le questioni provocano spesso scambi di e-mail molto rapidi, semplicemente a causa del numero di persone che hanno un'opinione sull'argomento (tutti) e la natura molto personale di tali questioni.
In genere questo tipo di discussioni non portano a niente di particolarmente utile; la raccomandazione generale è di tenersi fuori da questi dibattiti, e sfogliare rapidamente il loro contenuto, poiché la loro lettura completa sarebbe un inutile dispendio di tempo.
Anche se questa costituzione istituisce una parvenza di democrazia, la realtà quotidiana è ben diversa: Debian segue naturalmente le regole del software libero e della do-cracy (democrazia del fare): decide colui che fa. Può essere sprecato un sacco di tempo dibattendo sui rispettivi meriti dei vari metodi per affrontare un problema; la soluzione scelta sarà la prima che è sia funzionale che soddisfacente... onorando il tempo che vi ha dedicato una persona competente.
Questo è l'unico modo per guadagnarsi i galloni: fare qualcosa di utile e dimostrare di aver lavorato bene. Molti team "amministrativi" di Debian operano per designazione, preferendo i volontari che hanno già contribuito ed efficacemente dimostrato la loro competenza. Questo metodo è pratico, perché la maggior parte del lavoro fatto da questi team è pubblico, quindi accessibile a tutti gli sviluppatori interessati. Questo è il motivo per cui Debian è descritta come una "meritocrazia".

Meritocrazia, il regno della conoscenza

La meritocrazia è una forma di governo nella quale l'autorità è esercitata da coloro ai quali sono riconosciuti i maggiori meriti. Per Debian, il merito è la misura della competenza, che è essa stessa valutata attraverso l'osservazione delle attività svolte, all'interno del progetto (Stefano Zacchiroli, un ex leader del progetto, parla di "do-cracy", che significa "potere di coloro che fanno le cose"). La loro stessa esistenza dimostra un certo livello di competenza, poiché i loro risultati sono generalmente rappresentati da software libero, con codice sorgente disponibile, che può essere facilmente valutabile da parte dei colleghi per verificarne la qualità.
Questa efficace modalità operativa garantisce la qualità dei contributi forniti dai team Debian «chiave». Questo non è un metodo perfetto e di tanto in tanto qualcuno non accetta questo modo di operare. La scelta degli sviluppatori accolti nei team può apparire un po' arbitraria, o addirittura sleale. Inoltre, non tutti hanno la stessa idea sul servizio richiesto a questi team. Per alcuni, è inaccettabile dover aspettare otto giorni per l'inclusione di un nuovo pacchetto Debian, mentre altri aspettano pazientemente senza problemi anche per tre settimane. Di conseguenza capita spesso ci siano lamentele dagli scontenti sulla «qualità del servizio» di alcuni team.

Integrazione di nuovi manutentori

Il team responsabile dell'ammissione dei nuovi sviluppatori è quello regolarmente più criticato. Bisogna sapere che, nel corso degli anni, il progetto Debian è diventato sempre più esigente riguardo agli sviluppatori che accetta. Alcune persone possono ritenere che questa sia un'ingiustizia, ma dobbiamo confessare che quelle che inizialmente erano solo piccole sfide personali sono diventate una cosa molto più grande in una comunità di oltre 1.000 persone, che deve garantire la qualità e l'integrità di tutto ciò che Debian produce per i suoi utenti.
Inoltre, la procedura di accettazione si conclude con l'esame della candidatura da parte di un piccolo gruppo, i Debian Account Manager. Questi dirigenti sono, quindi, particolarmente esposti alle critiche, in quanto hanno l'ultima parola sull'inclusione o il rifiuto di un volontario all'interno della comunità degli sviluppatori Debian. In pratica, a volte si deve ritardare l'accettazione di una persona finché non avrà approfondito maggiormente il funzionamento del progetto. Si può, naturalmente, contribuire a Debian, anche prima di essere accettati come uno sviluppatore ufficiali, essendo sponsorizzati dagli sviluppatori attuali.

1.3.2.Il ruolo attivo degli utenti

Se sia rilevante citare gli utenti tra coloro che lavorano all'interno del progetto Debian? Sì: giocano un ruolo critico nel progetto. Lungi dall'essere «passivi», alcuni dei nostri utenti utilizzano versioni di Debian in fase di sviluppo e regolarmente inoltrano le segnalazioni di bug per indicare problemi. Altri vanno anche oltre e presentano idee e miglioramenti, presentando una segnalazione con un livello di gravità "wishlist" (lista dei desideri), o anche presentando correzioni al codice sorgente, dette "patch" (vedi il riquadro Patch, come inviare una correzione ).

Sistema di tracciamento dei bug (BTS)

Il Sistema di Tracciamento dei Bug di Debian (Debian BTS) è usato in tutto il progetto. La parte pubblica (l'interfaccia web) consente agli utenti di visualizzare tutti gli bug segnalati, con l'opzione per visualizzare un elenco ordinato di bug selezionati in base a vari criteri, come: pacchetto che ne è affetto, gravità, stato, indirizzo del segnalatore, indirizzo del manutentore responsabile, tag, ecc. È anche possibile consultare l'elenco storico completo di tutte le discussioni riguardanti ciascun bug.
Contemporaneamente, il BTS Debian cbasato su e-mail: tutte le informazioni che memorizza derivano dai messaggi inviati dalle persone coinvolte. Ogni e-mail inviata a sarà assegnata alla cronologia del bug numero 12345. Le persone autorizzate possono "chiudere" un bug scrivendo un messaggio che descrive i motivi della decisione di chiusura a (un bug viene chiuso quando il problema indicato è risolto o non è più rilevante). Un nuovo bug viene segnalato inviando una e-mail a secondo un formato specifico che identifica il pacchetto in questione. L'indirizzo permette la modifica di tutte le «meta-informazioni» relative a un bug.
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La gravità di un bug

La gravità di un bug assegna formalmente il grado di importanza del problema indicato. In realtà, non tutti i bug hanno la stessa importanza, per esempio, un errore di battitura in una pagina di manuale non è paragonabile a una vulnerabilità di sicurezza nel software per un server.
http://www.debian.org/Bugs/Developer#severities
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Cosa sono i18n e l10n?

«i18n» e «l10n» solo le abbreviazioni delle parole «internationalization» (internazionalizzazione) e «localization» (localizzazione), ottenute rispettivamente, mantenendo la prima e l'ultima lettera di ogni parola e il numero di lettere nel mezzo.
La «internazionalizzazione» di un programma consiste nel modificarlo in modo tale da poterlo tradurre (localizzarlo). Questo comporta una parziale riscrittura del programma scritto per lavorare in una sola lingua in modo tale da poterlo aprire a tutte le altre lingue.
La «localizzazione» di un programma consiste nel tradurre i messaggi originali (solitamente in inglese) in un'altra lingua. Per questo, deve essere già stato precedentemente internazionalizzato.
In sintesi, l'internazionalizzazione prepara il software per la traduzione, che viene poi realizzata con la localizzazione.

Patch, come inviare una correzione

Una patch è un file che descrive le modifiche da apportare ad uno o più file di riferimento. In particolare, conterrà la lista delle righe da rimuovere o aggiungere al codice, e (talvolta) le righe ricavate dal testo di riferimento, per permettere di identificare nel contesto la modifica da riportare (permettono l'identificazione della posizione delle modifiche se i numeri di riga dovessero essere cambiati).
Lo strumento utilizzato per applicare le modifiche scritte in questo tipo di file si chiama semplicemente . Lo strumento che le crea è chiamato , e si utilizza in questo modo:
diff -u file.vecchio file.nuovo >file.patch
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Esempi di ambiente naturale ( Yosemite sci antinebbia protezione UV unisex occhiali occhiali occhiali sport outdoor Matte Black vSy6h
, a sinistra) e costruito ( New York , a destra).

Al fine di evidenziare e studiare gli effetti dell'uomo sull'ambiente circostante, si è soliti distinguere tra "ambiente naturale" e "ambiente costruito". [5]

In particolare si parla di ambiente naturale per riferirsi ad un ambiente che non ha subito modifiche da parte dell'uomo o se le modifiche subite sono tali da conservarne il suo aspetto e le sue funzionalità originarie, mentre si parla di ambiente costruito riferendosi ad un ambiente "artificiale", cioè le cui caratteristiche sono diretta conseguenza dell'attività umana.

L'ambiente naturale in cui vivono tutti gli organismi della stessa Christian Lacroix Brille / Eyeglasses Mod6214 Color891 5117135 ulgTeVr5
è detto habitat . Con tale termine si indica quindi il luogo o l'area geografica le cui caratteristiche fisiche, abiotiche e biotiche possono permettere a una popolazione della specie in questione di vivere e svilupparsi. Esso è un sistema aperto, capace di TOOGOO Moda Vintage Occhiali da sole Unisex Square Occhiali da sole Unisex Occhiali S16079 Nero lZtSQZ
e di mantenere un equilibrio dinamico, all'interno del quale si verificano scambi di energia e di informazioni.

I termini microhabitat o microambiente indicano i dintorni immediati ed altri fattori fisici di una pianta o di un animale specifici all'interno del relativo habitat .

Un XLoop Occhiali da solenbsp; Cy6n9T
è l'insieme della flora e fauna che vivono in un habitat ed occupano una determinata area geografica.

Il bioma è individuato in base al tipo di vegetazione dominante, che dipende dalle condizioni climatiche, dalla morfologia della superficie e dalla natura del suolo.

La suddivisione della Terra in biomi è una semplificazione in quanto esistono numerosi ambienti con caratteristiche miste, soprattutto nelle zone di passaggio da un ambiente ad un altro.

I principali biomi individuabili sulla Terra sono:

Le caratteristiche dell'ambiente (intenso nel senso più ampio) sono cambiate fortemente nel corso della storia Occhiali da Vista Burberry BE 2244Q 3001 24sN0fyRQ
della Terra ( deriva dei continenti , Occhiali da Vista Emilio Pucci EP5060 001 wDz08bQ
e mutamenti climatici connessi), ma nell'attuale Occhiali da Vista Polar PL 951 08 LFup3Abz4
(era olocenica o postglaciale) questi cambiamenti non sono stati significativi, se si esclude la pressione ambientale esercitata dall'uomo negli ultimi secoli.

L'attività umana ha profondamente modificato nei secoli l'ambiente, creando Occhiali da Vista Arnette Fader AN 7056 1135 NPYdPdyH
, utilizzando risorse, modificando il paesaggio, inserendo nuove specie in regioni in cui prima erano assenti.

Il buco dell'ozono rappresenta una delle più gravi emergenze ambientali.

Questa interferenza nei fattori ambientali ha portato allo sviluppo di problematiche come:

“In definitiva, il problema del debito è solo un problema politico”
di Redazione Contropiano

George Katrougalos è un giurista costituzionalista e di diritto internazionale, professore associato di diritto pubblico all’Università Democrito di Tracia, presidente del Dipartimento di amministrazione della società, mediatore e arbitro dell’organizzazione greca per i servizi di arbitrato e mediazione (O.ME.D). G. Katrougalos è membro fondatore dell’“Iniziativa greca per una Commissione internazionale di Revisione” del debito pubblico.

Vi è una doppia base giuridica per quanto riguarda il piano di salvataggio greco. Abbiamo, come al solito, un accordo stand-by con il FMI, un accordo a scadenza prefissata, che secondo il FMI non ha il carattere di un trattato internazionale. Il FMI non vuole che i suoi accordi assumano il carattere di trattato internazionale, in modo da sfuggire alla giurisdizione di tribunali internazionali, nazionali, nonché all’obbligo di ratifica da parte dei governi nazionali.

Allora, il processo di formazione di un accordo legale tra un paese e il FMI inizia nel momento in cui il paese che vuole un prestito indirizza una lettera di intenti al FMI in cui descrive le misure che intende adottare al fine di conformarsi a tutte le condizioni che il FMI vuole imporre.

È solo nominalmente che questa lettera è una lettera specifica di un governo al FMI, visto che se si va a leggere tutti i simili accordi stand-by e le lettere di intenti, dal caso Argentina alla Grecia, si vede che esiste una comunanza di obiettivi e politiche. E la ragione è molto semplice; non sono i governi stessi che stanno scrivendo queste lettere, queste lettere sono in realtà dettate e imposte dal FMI.

Per quanto riguarda il salvataggio e il prestito che la Grecia ha ricevuto dagli altri paesi della Zona Euro, è stato necessario un trattato internazionale perché il diritto primario europeo non prevede nulla riguardo a un salvataggio finanziario di un paese.

Al contrario, ci sono alcune clausole del Trattato di Maastricht, che formalmente non consentono ad un paese di essere salvato utilizzando risorse europee. Quindi, un accordo speciale doveva essere stipulato in modo che, prima di tutto, i limiti del diritto europeo potessero essere superati, e in secondo luogo potessero essere imposti obblighi concreti alla politica economica della Grecia in una direzione neoliberista.

Devo aggiungere che questo accordo avrebbe dovuto essere ratificato dal Parlamento greco, dato che noi Greci per questo dobbiamo sottostare ad un obbligo costituzionale molto concreto, ma nonostante questo obbligo, anche se il governo greco ha presentato l’accordo al Parlamento, l’accordo non è mai arrivato alla necessaria ratifica. Quindi, questo è il primo segnale di incostituzionalità formale, ma molto concreto, rispetto al salvataggio della Grecia.

Molto probabilmente, dovremo valutare un secondo trattato, comunque dai contenuti del tutto simili. Questo diverrà necessario, in primo luogo per avere delle disposizioni di legge per il nuovo prestito, e in secondo luogo per i nuovi obblighi (ad esempio, clausole collaterali) che la Grecia molto probabilmente sarà costretta ad affrontare.

Il Memorandum era un programma politico che doveva essere imposto ai parlamentari del PASOK (). La ragione per cui il trattato non è stato presentato al Parlamento per essere ratificato è che questo accordo contiene alcune clausole esorbitanti per quanto riguarda la sovranità nazionale, che renderebbero impossibile per un numero significativo di parlamentari votarle.

Per esempio, vi è una clausola veramente unica nella storia dei trattati internazionali, una rinuncia all’immunità per motivi di sovranità nazionale. Abbiamo molti esempi di clausole di esonero di immunità in diversi trattati, ma non ho ancora visto rinunce di clausole di immunità direttamente associate alla sovranità nazionale. Così un parlamentare, che avrebbe votato in favore di questo trattato, avrebbe votato contro la sovranità nazionale del proprio paese, qualcosa di inaccettabile anche per i parlamentari che appartengono al partito di governo.

Prima di tutto c’è il problema molto serio che riguarda la mancanza di rispetto della Costituzione, nella misura in cui il trattato non è mai stato ratificato. Ma questo è solo l’aspetto formale del problema. La cosa più sostanziale è che un paese che rinuncia alla sua sovranità cessa di essere un paese indipendente, sia politicamente che per quanto riguarda il futuro del regime politico del paese. È in gioco la sua legittimità, e questo è risultato evidente in questi ultimi mesi, quando la grande maggioranza della popolazione greca non ha accettato la continuità del governo in questi termini.

Esattamente. L’intero processo di globalizzazione economica mira a indebolire la possibilità per gli elettorati nazionali di influenzare le politiche economiche dei loro paesi. In situazioni normali, questo non è così ovvio. Ad esempio, abbiamo trattati internazionali con l’Organizzazione Mondiale del Commercio o la normativa dell’Unione Europea, per cui in situazioni normali non è così evidente che la sovranità nazionale viene limitata. Si potrebbe anche arguire che è limitata, ma è limitata per ragioni di un qualche bene superiore, per esempio per il miglioramento del commercio internazionale.

Al contrario, quando ci si trova in presenza di una situazione di crisi, come quella in Grecia, è più evidente che le decisioni assunte non sono per il profitto e nell’interesse del popolo, ma nell’interesse dei creditori e per i centri economici esterni a tali paesi in crisi. E questo non è solo un problema che concerne i fondamenti della sovranità o della legittimità costituzionale, diventa un problema sul terreno dei principi democratici.

In tutte le democrazie, anche in quelle puramente formali, in ultima analisi le decisioni politiche devono essere presentati come assunte e attuate in favore del popolo.

Per prima cosa risponderò alla seconda domanda, visto che l’argomento interessa questioni giuridiche, e poi darò il mio parere circa la via d’uscita.

Un primo problema è che in Grecia non esiste una Corte costituzionale, e anche se abbiamo cercato di adire alla Corte suprema amministrativa (che, in qualche modo, svolge un ruolo simile a quello di una Corte costituzionale), non siamo riusciti a far ritirare le clausole incostituzionali: prima di tutto perché per molte di queste clausole il tribunale amministrativo non ha giurisdizione.

Questo è il caso, ad esempio, della mancata ratifica di questo trattato. D’altra parte ci sono altri fori, per esempio, il Comitato della Carta sociale europea, l’Organizzazione internazionale del Lavoro OIL, che offrono una possibilità legale per contestare queste politiche.

Abbiamo discusso con molti sindacati prima di adire a questi forum per dimostrare che le politiche del governo sono contraddittorie con i diritti garantiti dagli specifici strumenti internazionali (la Carta sociale europea, i trattati OIL, ecc.)

E finora ci siamo riusciti. Abbiamo appena ricevuto la prima decisione del Comitato della Carta sociale europea in merito alla ammissibilità delle nostre istanze. A settembre avremo la discussione in merito. E sebbene il governo abbia cercato di dimostrare che in tempi di crisi anche la ricevibilità delle istanze come quelle che abbiamo presentato non sia accettabile, abbiamo almeno superato questo primo ostacolo e questi ricorsi verranno discussi nella loro sostanza.

La questione investe le importanti decisioni politiche che stanno per essere prese in merito alla distribuzione della ricchezza. E devo confessare che all’inizio della crisi ero molto pessimista sul futuro, perché un clima di paura regnava in Grecia, un clima che il governo ha cercato di coltivare; secondo il governo non esisteva altra alternativa, altra scelta che sottomettersi a ciò che i nostri creditori richiedevano; e che, come un paese che non può sostenersi, dobbiamo sopportare e obbedire alle loro richieste.

Ma per fortuna, negli ultimi due o tre mesi, abbiamo visto il sorgere di un movimento politico molto genuino e di massa, un movimento indipendente che è sfuggito a questa trappola della paura e ha cercato di reinventare soluzioni democratiche, che stanno per essere proposte dal popolo, e non da potenze straniere o dai nostri creditori.

Si tratta ancora di un movimento amorfo e soprattutto che non vuole assumere caratterizzazioni, per esempio, non vuole l’attuazione di politiche che siano antidemocratiche e sterili. Ma sono molto ottimista per il fatto che non si tratta solo di un movimento di resistenza, ma di un movimento che sta producendo alternative politiche ed economiche concrete su queste problematiche.

Inoltre, spero che avremo un movimento paneuropeo, perché i problemi sono simili, soprattutto nei paesi del sud, ma in realtà, in tutta l’Unione Europea. Come ha affermato lo storico primo ministro britannico del 19 ° secolo, Benjamin Disraeli, in ogni nazione ci sono due nazioni, i poveri e i ricchi, e i loro interessi non sono mai gli stessi. Così, noi abbiamo una comunanza di problemi, e noi, che non siamo i ricchi, abbiamo l’interesse molto importante di acquisire una piattaforma comune e politiche comuni contro questo assalto neoliberista ai nostri diritti.

Sicuramente si è trovata davvero una soluzione, ma una soluzione per le banche e per i creditori! Questo vertice è riuscito a garantire a tutti i creditori che il debito sarà rimborsato, se naturalmente verranno attuate queste decisioni. E ha concesso al sistema economico della Grecia appena una dilazione dell’esecuzione di fallimento, perché la situazione non è cambiata, e tutto ciò che abbiamo acquisito dalla relativa riduzione del tasso di interesse lo stiamo per pagare con il prolungamento del debito e con tutte le misure gravi che ci verranno imposte a partire da settembre.

Questo sarebbe davvero problematico se non avessimo membri del Parlamento partecipi della nostra iniziativa, che possono richiedere vari documenti al governo, se le procedure costituzionalmente lo prevedono, visto che noi potremmo avere accesso solo ai documenti già pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

La maggior parte dei prestiti e delle intese sono accordi formali simili tra loro, e non è molto facile per qualcuno leggere tra le righe e scoprire se si tratta di un debito “odioso”, illegale, o completamente legittimo.

Questo è uno dei problemi che concernono l’applicazione della dottrina del “debito odioso” in Grecia, così come negli altri paesi sviluppati di Europa. Le clausole non sono così esorbitanti come quelle che vengono imposte ai paesi in via di sviluppo, dove a volte è così evidente a occhio nudo che una clausola è tanto irragionevole che non può essere considerata legittima.

Nei casi di prestiti alla Grecia, a prima vista tutto sembra “ok”, e si deve scavare molto per trovare problemi di legittimità, o per portare alla luce le modalità di trasferimento di denaro pubblico al settore privato.

Esiste una legislazione, come l’Information Act, che obbliga tutti gli enti pubblici a dare informazioni relative ai documenti a loro disposizione, ma ci sono eccezioni gravi ad acquisire la documentazione, ad esempio, le informazioni riguardanti l’interesse nazionale. Quindi, ci sono scappatoie che permettono a qualcuno che desidera nascondere di riuscire a farlo.

Prima di tutto, la globalizzazione non è un movimento uniforme, assistiamo a tendenze della globalizzazione che sono neoliberiste, ma abbiamo aspetti della globalizzazione che riguardano i protagonisti nel settore dei diritti umani che cercano di agire a livello globale.

Naturalmente, abbiamo dei movimenti popolari, ma disponiamo anche di alcuni fori giurisdizionali, per esempio, le due Convenzioni delle Nazioni Unite in materia di tutela dei diritti civili e sociali o la Carta sociale del Consiglio di Europa. Quindi, ci sono strumenti giuridici che possono essere utili a livello internazionale.

Tuttavia, . Penso che tutto ciò che facciamo in questa direzione vada ad aiutare tutti, non solo la gente di Grecia, ma tutti gli altri popoli che possono trovarsi in futuro dalla stessa parte e nelle medesime condizioni.

Il problema di base costituzionale per la Gran Bretagna sarebbe la limitazione della sovranità del Parlamento, messo di fronte a tali politiche. Perché queste non sono politiche che vengono decise a livello nazionale, ma sono decise in forum, come ad esempio il WTO, il FMI, o per alcune competenze importanti l’Unione Europea, in cui il legislatore nazionale, il Parlamento, non ha affatto alcuna influenza.

In ultima analisi, .

Tutte queste decisioni economiche sono prese dai rappresentanti del popolo, e sono a favore e nell’interesse del popolo? Questa è la questione politica fondamentale, che ha anche importanti implicazioni costituzionali.

Oltre l’aspetto democratico del problema, vi è anche l’aspetto relativo ai diritti umani. Per fortuna esiste tutta una serie di prese di posizioni conclusive a livello europeo, come ad esempio le deliberazioni della Corte costituzionale di Lettonia, della Corte costituzionale della Romania o della Corte costituzionale di Ungheria, che hanno riscontrato che le politiche del FMI sono state almeno in parte incostituzionali a causa del loro conflitto con i diritti umani, soprattutto con i diritti umani sociali. Penso che questo costituisca il terreno comune nella cultura giuridica europea, che noi non solo godiamo di diritti politici e civili, ma anche di diritti sociali, ed io ho una grande speranza nella possibilità di utilizzare i diritti sociali come una sorta di grimaldello contro questo attacco neoliberista.

Il problema è che in Grecia non abbiamo una Corte costituzionale. Quindi, il nostro prossimo passo sarà quello di affrontare la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, se la decisione della Corte suprema è, come sembra da informazioni di stampa, non favorevole alle nostre posizioni. Quindi il prossimo round avverrà sull’arena europea.

Non mi piace usare la parola “consiglio”, perché anche noi abbiamo preso profitto dall’esperienza di altri paesi, in particolare dai paesi dell’America Latina e di altre parti del terzo mondo, ma abbiamo cercato di mettere in pratica questa loro esperienza, per esempio la dottrina delle verifiche del debito, con le nostre specificità.

Quello che raccomando, e non consiglio (dato che io non sono in una posizione di consigliare nessuno), è di cercare di trovare un nostro terreno comune, di trovare ciò che abbiamo in comune, quello che possiamo imparare dalle nostre esperienze, e cercare di costruire un fronte comune, poiché i nostri avversari hanno un fronte comune molto forte e solido. Hanno il Club di Parigi, il Club di Londra, hanno il Fondo Monetario Internazionale e tutte le altre istituzioni del consenso di Washington. Noi non abbiamo nulla di simile e dobbiamo cercare di costruire qualcosa di simile.

fonte: http://elegr.gr/details.php?id=209 articolo originale pubblicato il: 01/08/2011 URL di questa pagina: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5973

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